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RACCONTO DELL'EVENTO
OLTRE IL SILENZIO: interventi per la prevenzione e la postvenzione del suicidio

Il 27 febbraio 2026 si è tenuto il convegno Oltre il silenzio: interventi per la prevenzione e la postvenzione del suicidio, un momento di riflessione profonda e necessaria su un tema che troppo spesso rimane nascosto, taciuto e che spaventa.

L’evento è stato organizzato da Mano Amica Società Cooperativa Sociale ONLUS, che gestisce il servizio Numero Verde Prevenzione Suicidi in co-progettazione con la Regione Veneto e Azienda Zero: un lavoro di rete importante, che dimostra come la prevenzione e il sostegno non possano essere responsabilità di un singolo Ente, ma debbano nascere dalla collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.
I dati presentati durante il convegno hanno restituito un quadro che non può lasciare indifferenti, secondo l’O.M.S., ogni anno nel mondo si registrano tra gli 800 mila e il milione di suicidi: una vita spezzata ogni 40 secondi. Numeri che sono persone, storie, famiglie. In Italia, il suicidio rappresenta la seconda causa di morte tra i giovani tra i 14 e i 34 anni, un dato sottostimato se si considera che la prima causa sono gli incidenti stradali che spesso sono a loro volta suicidi.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche dei sopravvissuti, persone che convivono con le conseguenze di un tentativo di suicidio e con la perdita di una persona cara, un dolore devastante spesso silenzioso fatto di domande e sensi di colpa, che necessita ascolto, supporto e percorsi adeguati. Il suicidio genera un’onda che coinvolge in modo diretto e indiretto fino a 135 persone (famiglia, colleghi, vicini e conoscenti, compagni di scuola, amici, comunità). Chi resta ha un rischio più elevato di sviluppare depressione, ansia, disturbo post-traumatico da stress e sviluppare pensieri suicidari.

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dei social media: numerose ricerche collegano l’uso eccessivo dei social all’aumento di disturbi mentali come depressione, ansia, disturbi dell’immagine corporea, pensieri suicidari, autolesionismo e disturbi del sonno. Non si tratta solo di tempo trascorso online ma di dinamiche profonde: il confronto continuo con immagini idealizzate, corpi perfetti, successi, può minare l’autostima, generare insoddisfazione corporea e aumentare la vulnerabilità psicologica.

Oltre il silenzio è stato ed è un invito a parlare, riconoscere i segnali, creare spazi di ascolto, non avere paura di chiedere ai figli se stanno pensando al suicidio, se lo hanno immaginato, progettato e come.
Ogni persona ha bisogno di essere vista, compresa e sostenuta.
Rompere il silenzio significa assumersi una responsabilità collettiva: quella di costruire una comunità capace di prevenire, accogliere e accompagnare.

A questo link è disponibile il video racconto dell’evento e i video dei singoli interventi dei relatori: Guarda su youtube